Il Pu-Ehr o Pu ‘Er è uno dei tè meno conosciuti ma che racchiude numerose proprietà. Il suo nome deriva proprio dalla regione in cui vengono raccolte le foglie, la Regione dello Ying-Shen, nello Yunnan. Si tratta di una specialità post fermentata e dal sapore deciso e particolare, che ricorda la terra e l’humus e in Cina il suo sapore viene definito “Terra bagnata da pioggia recente”.

Il tè Pu-Ehr viene estratto da varietà della Camelia Sinensis (“Da Ye” o “Grande Foglia”) e a differenza di quanto avviene con il Rooibos risulta quindi a tutti gli effetti un vero e proprio tè. Il suo colore è rosso intenso ma lo si trova anche nelle versioni verde e nero.

In Occidente è prevalente e quasi esclusivo il commercio della seconda tipologia, quella che viene di solito definita “rossa”, in ossequio agli standard cinesi che vogliono così definite queste specialità di tè nero post fermentate.

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La sua lavorazione richiede più passaggi: si ottiene prima un tè verde dalle foglie di Da Ye che poi viene sottoposto alla vera e propria fermentazione a opera di batteri. L’ultima fase è quella di invecchiamento, che più è prolungata più si rendo corposo il sapore e ancor più forti le sue proprietà.

Oggi l’azione curativa e dimagrante del tè Pu-ehr è stata confermata dai diversi studi svolti in Francia e in Giappone da cui si evince che esistono riscontri sul fatto che:

* regola il livello di zuccheri nel sangue,
* elimina le tossine che si trasformano in adipe,
* facilita la digestione,
* ha virtù antinfiammatorie,
* interviene sul metabolismo del fegato, aiutando il corpo ad assimilare meno grassi.

Può far dimagrire
Bere regolarmente il tè Pu-ehr aiuta il fegato a sintetizzare meglio i grassi introdotti con l’alimentazione, evitando che si accumulino nel corpo sotto forma di adipe. Se assunta tiepida o calda durante i pasti e al posto del caffè nella colazione del mattino, regolarizza le secrezioni gastriche e ripulisce l’intestino: dona una sensazione di leggerezza e di sazietà per tutta la giornata.

Due tazze per un mese: che risultati!
Per favorire la perdita di peso, l’ideale è bere regolarmente il tè Pu ehr, nella dose di almeno 2 tazze al giorno (preferibilmente durante i pasti) per un periodo non inferiore a un mese.

 Se non avete mai assaggiato il Pu-erh e dopo la lettura di questo articolo vi è venuta la curiosità di provarlo, è bene che vi metta in guardia perché potreste restare un po’ sconcertati, cioè subire il classico “trauma del primo assaggio”. Il gusto di questo tè è infatti molto particolare e lascia spiazzati; se però negli assaggi successivi si opera una sorta di “riflessione” e si cerca di esplorare questo sapore strano, di comprenderlo, di andare in profondità, ecco che si apre una prospettiva inaspettata su quel gusto che all’inizio ci aveva lasciati interdetti e che adesso invece si dispiega in tutta la sua ricchezza.

Il gusto non è l’unica cosa singolare del Pu-ehr: tutto è particolare in questo tè. In primo luogo il processo di produzione nel quale vi è un passaggio fondamentale: la fermentazione. In questo caso – e solo in questo – il termine è usato propriamente. Infatti comunemente si dice che, a differenza dei verdi, i tè neri sono fermentati. Ciò non è corretto, dato che da un punto di vista chimico il processo che dà origine al tè nero non è una fermentazione, ma una ossidazione. Nel caso del Pu-ehr invece si ha vera fermentazione poiché le foglie vengono mantenute per un certo tempo in un ambiente caldo umido, in modo che si sviluppino batteri e muffe responsabili dell’inconfondibile gusto di terra bagnata. Unico tra tutti i tè, ma simile in questo ad altri cibi e bevande ottenuti attraverso fermentazione (ad esempio il vino), il Pu-ehr non teme l’invecchiamento, ed anzi si hanno partite pregiatissime stagionate per anni e anni.

Non solo la preparazione, ma anche il confezionamento del Pu-ehr è peculiare. Infatti, oltre alla solita distribuzione in foglie sfuse, si possono avere mattonelle quadrate con ideogrammi in rilievo o compresse rotonde a “nido di uccello”. Per ottenere la consistenza solida le foglie vengono prima ammorbidite al vapore e poi compresse e lasciate asciugare. Per il successivo consumo la mattonella viene grattata, oppure se ne taglia via un pezzo. In tempi antichi era proprio la caratteristica della compattezza che ne rendeva particolarmente agevole il trasporto favorendone la commercializzazione.